“I miracoli non derivano da pensieri lineari o sequenziali, non possono essere pianificati e non si può imparare a compierli o a riceverli. I miracoli avvengono spontaneamente nel cuore che si è aperto o nella mente che ha rinunciato al bisogno di controllare o di sapere…”

Paul Ferrini – Amare senza condizioni

La scienza può spiegarci cosa succede a livello biochimico nel nostro corpo quando proviamo un’emozione, quale è la sua origine e come il corpo e la mente formano un’unica entità, nonché il motivo per cui tecniche antiche come la riflessologia plantare o il massaggio abbiano pieno successo nel riequilibrio psicofisico e quindi nella prevenzione di molti disturbi.

Il tema della salute e della malattia in relazione all’aspetto mentale ed emotivo viene ampiamente affrontato nel libro “Molecole di Emozioni” della neuroscienziata statunitense Candace B. Pert, che è stato per me illuminante nella comprensione di una parte essenziale del mio studio: l’interazione fra la mente e il corpo.

La Pert è stata la prima ad isolare e scoprire uno dei protagonisti del mondo cellulare-molecolare strettamente legato all’origine delle nostre emozioni: il recettore. In particolare, quello scoperto agli inizi degli anni ’70 fu il recettore degli oppiacei.

Questa molecola si lega esclusivamente con sostanze derivanti dagli oppiacei ed è quella che poi comunica con la cellula, scatenando tutte le risposte emotive e comportamentali legate all’assunzione di oppiacei.

Quando venne scoperto, fu subito chiaro che non esistesse di certo per legare con estratti di piante estranee al corpo come, ad esempio, la morfina o l’oppio. No, l’unico motivo che giustificasse l’esistenza di un recettore degli oppiacei nel cervello, era che il corpo stesso producesse una sostanza chimica organica che si adattasse a quella minuscola serratura, quindi un oppiaceo naturale autoprodotto.

Questa sostanza venne scoperta poco dopo e fu battezzata endorfina nel senso di “morfina endogena”.

Le endorfine sono quindi neurotrasmettitori, rilasciati dalle cellule nervose, che hanno come bersaglio quei recettori e che sono coinvolte nel controllo del dolore e del piacere.  Le endorfine sono strettamente legate con l’espressione delle nostre emozioni, per cui l’aspetto interessante su cui porre l’attenzione è che abbiamo tutti quanti nel cervello esattamente lo stesso meccanismo, “pensato” per creare la felicità ed espandere la coscienza.

Un concetto di base che ci accompagnerà nella nostra esplorazione dei processi che generano il nostro benessere psico-fisico è che tutto nella vita è dualità e che anche le nostre emozioni sono duali: positive e negative.

Le emozioni positive danno il temperamento nell’essere, quelle negative servono a comunicare fuori, con gli altri.

Sintetizzando quanto studiato dalla Pert, ho compreso che a ciascuna emozione corrispondono elementi chimici chiamati neuropeptidi che altro non sono che piccole “lampadine” che brillano dentro di noi, illuminando il nostro corpo, che noi dobbiamo mantenere accese per preservare la nostra salute. Andiamo avanti nel percorso energetico che lega un elemento della Medicina Cinese al sistema metabolico che gestisce nel nostro corpo.

L’avvicinarsi dell’Estate porta alla scoperta dell’elemento Fuoco, al quale appartiene una ghiandola che si chiama Tiroide, un organo che è il Cuore ed un viscere che si chiama Intestino Tenue.

Due emozioni associate:

La gioia è l’emozione positiva che, se percepita, ci permetterà di dire sempre la verità, stimolando continuamente il calore dentro di noi, consentendoci di esprimere noi stessi senza compromessi e senza maschere, di non avere bisogno di “stampelle emotive” e di essere felici.

La scontentezza è l’emozione negativa che nutre il Cuore e, se espressa, ci aiuterà a comunicare quello che realmente vogliamo, illuminando così la nostra strada, generando l’Amore verso noi stessi. 

La scontentezza e la gioia, quindi, mantengono viva la luce nel cuore e gestiscono il sistema circolatorio.

Il cuore è un organo che ha bisogno di divertimento, di risate, di godere delle piccole cose che vanno bene per noi, di gioia e rilassatezza, per questo motivo la gioia non percepita o la scontentezza non espressa sono la causa di una cattiva circolazione venosa e nello specifico di inestetismi circolatori ossia dei capillari, delle safene e dei danni alle vene profonde. Ecco che il corpo si imbruttisce e questi inestetismi  vengono a comunicare la sofferenza del nostro cuore per mancanza di felicità. Vorrei soffermarmi un attimo ancora sull’emozione della scontentezza, che si sviluppa ogni volta che vorremmo parlare ma scegliamo di non farlo. Ogni volta che vorremmo dire a qualcuno ciò che pensiamo e invece lo teniamo per noi. Ogni volta che fingiamo di essere felici, offendendo il nostro cuore.

Le persone che hanno un’energia del cuore in equilibrio sono quelle persone che, con il sorriso e l’amore, si prendono cura degli altri, sono coloro che non conoscono l’odio e che, con il perdono, si aprono alla vita esprimendo un calore immenso che si chiama amore

Focalizzare le reali connessioni fra mente e corpo può portarci avanti nel percorso di identificazione del nostro IO, nel raggiungimento della maturità, fornendoci la forza di superare le nevrosi, con la capacità di esprimere la nostra essenza.

Le idee, giuste o sbagliate che siano, saranno le nostre!

Più precisamente: l’unicità dipende dal modo di pensare ed il pensiero è mosso dalle emozioni.

Possiamo affermare che il sentirsi libero di poter gestire le proprie emozioni rende l’Essere Umano gratificato nella sua primaria necessità: essere sé stesso. La natura dell’uomo è divina e quella divinità, che rende ogni singolo individuo unico e irripetibile, è data e mantenuta dalle emozioni.