“Ciò che si vede e si può valutare dell’aspetto di un albero o di un fiore, non sarebbe quello che ci appare se sotto di esso non ci fossero le radici, ciò che non si vede, ma ne determina l’esistenza. Così ogni essere umano non sarebbe ciò che di lui possiamo percepire se dietro di esso, invisibili, non vi fossero “radici” che l’hanno determinato, elementi non visibili, ma presenti in lui.”
Guglielmo Petroni “il nome delle parole”
La bellezza è l’espressione dell’armonia tra il visibile e l’invisibile: un viaggio alla scoperta del corpo e dei suoi messaggi segreti. Si tratta dell’importante equilibrio tra lo spirito e la materia: essere veri, essere noi stessi, ovvero parlare e comportarsi in completa linea con i propri pensieri e le proprie emozioni, avvicina l’essere umano a questo equilibrio.
È un percorso spesso inconsapevole che percorriamo influenzati da due poli energetici fortissimi rappresentati dai genitori che ci educano e dalla società che ci indirizza verso schemi preordinati. Tutto questo spesso complica lo “svolgimento” del compito che ci siamo prefissi di portare a termine in questa vita: scrivere la nostra storia esprimendo la nostra essenza! Il primo riscontro della validità o meno di questo percorso, è rappresentato dagli inestetismi… Quando le emozioni sono bloccate è perché l’essere umano ha paura di essere sé stesso ed iniziano a comparire gli inestetismi. Paure, vergogne o a volte anche solo la convenienza ci impediscono di esprimerci davvero senza barriere. Ma la verità si dipinge sul corpo implacabile, aiutandoci a ricordare che, se non rispettiamo l’Essenza interiore ci allontaniamo dalla sua luce e quindi anche dalla bellezza. Siamo abituati a pensare all’inestetismo come a qualcosa da combattere, considerandolo fine a sé stesso, privo di motivi particolari. Ma non è così: esso è l’espressione di qualcosa in noi che non va; qualcosa di interiore e molto profondo. Dovremmo imparare a riconoscere questo “sintomo” e cercare di risolverlo, magari con l’aiuto di una buona estetista-riflessologa-massaggiatrice.
Il corpo è la casa dell’anima! Questo ci insegna la tradizione antica e la pelle è il libro dove il corpo “scrive”. Dentro il corpo niente rimane fermo, tutto si muove attraverso una chimica! La morfologia Nervosa, che analizzeremo, ci parla di tutto questo. Nell’organismo umano lo scambio e la purificazione sono garantiti dall’apparato respiratorio e, attraverso il metabolismo respiratorio, ci mettiamo in comunicazione con la Pelle che delimita i nostri contorni esterni ed interni e rappresenta il confine tra noi e gli altri, con i Polmoni responsabili della respirazione, con il Grosso Intestino che è la nostra mente atavica, infine, con l’Apparato Genitale dove siamo presenti simbolicamente come figli e come genitori.
Quando nasciamo, con il primo respiro entriamo a far parte dell’umanità con il diritto ad avere uno spazio: il nostro. Lo useremo fino all’ultimo nostro respiro quando, vissuta la vita con orgoglio, lasceremo spazio a chi arriverà dopo di noi. Con il primo respiro, dunque, si viene al mondo, con l’ultimo ce ne andiamo lasciando libero uno spazio. In Medicina Cinese questo sistema appartiene, da punto di vista energetico, all’elemento Metallo.
La stagione che rappresenta questo elemento è l’Autunno, il momento della giornataè il TRAMONTO. I 60 anni sono l’età che appartiene all’elemento metallo. I tessuti cominciano ad invecchiare, i capelli diventano bianchi e cadono come fanno le foglie in autunno, che cadono per andare a nutrire la terra, a fertilizzare il terreno, in autunno i semi finiranno sottoterra a seccare per poter germogliare nella nuova stagione. Il metallo rappresenta quindi la stagione della raccolta e dell’immagazzinamento, l’età della seconda maturità, della senescenza, quella dove ognuno di noi dovrebbe aver messo da parte un “tesoro” nella vita vissuta fino a quel momento.
Un tesoro tagliente e prezioso, come taglienti e preziose sono la conoscenza e la verità. Questo tesoro dovrebbe essere usato per nutrire di consigli. Così l’uomo, nella stagione del metallo, che corrisponde all’autunno, dovrebbe aver riempito il corpo di emozioni e di esperienze per poter nutrire chi viene dopo di lui.
Il colore che lo rappresenta questo elemento è il BIANCO: la sintesi di tutti gli altri colori. Il bianco è un colore che riflette, dona senso di chiarezza e pulizia, luce e lucentezza. Il liquido organico associato è l’OSSIGENO: sostanza pura e vitale che mantiene inalterata l’ossidazione del corpo.
La secrezione associata è il MUCO, detergente soprattutto delle vie respiratorie, del naso, della faringe. Il muco serve per proteggere le mucose e per umidificarle, per far sì che non diventino secche, aride.
L’organo di senso è il NASO con l’OLFATTO attraverso il quale possiamo scegliere nella vita ciò che è più congeniale a noi… L’emozione negativa è la TRISTEZZA, che ha come rappresentazione fisica il pianto. La tristezza porta ai ricordi, fa tornare nel passato. Non può essere percepita senza ricordi, che sono personali ed unici e che, da soli, andiamo dentro di noi a cercare.
L’emozione positiva, che dobbiamo mantenere dentro, è la LIBERTA’ che fornisce il nutrimento primario di tutto questo elemento. Il soggetto Nervoso è la rappresentazione della morfologia collegata.
Il suo mandato è dimostrare la libertà e, se questo non gli viene permesso, diventa rigido, prigioniero di sé stesso e dei propri schemi.
Presenta un colore della pelle bianco, un viso triangolare, gli occhi hanno un’espressione triste.
Le labbra sono sottili, ben disegnate. Le forme corporee sono esili e magre, le spalle diritte e minute con un torace lungo e magro. La sua muscolatura è sottile e ben disegnata ma poco sviluppata. Ha un appetito scarso e necessita di piccoli pasti. È un tipo cerebrale, creativo, amante del lavoro mentale. Ha un’intelligenza media e buona memoria. Parla rapidamente e si esprime con gesti rapidi e corti. Se non vive in pieno il suo mandato avrà problemi di ossigenazione.
Quando è in equilibrio è creativo e dotato di fantasia, riconosce il proprio bisogno di un partner con il quale condividere la vita. Ha necessità di stare solo con sé stesso, stare in silenzio meditando sul senso della vita e sa apprezzare la propria malinconia.
Ama la libertà e fugge dalle situazioni oppressive, ha un forte senso di giustizia, ama i sapori piccanti.
Quando è in squilibrio è sempre triste, pessimista, diffidente, noioso e logorroico.
L’inestetismo che caratterizza il suo corpo è la secchezza e la perdita di tono muscolare.
Il dualismo interiore, a seconda degli stati emotivi, è l’eterno scontro tra libertà e prigionia interiore.
Il concetto del “dio interiore” deve essere sempre ben presente dentro di noi, se viene a mancare, non avremo la possibilità di cogliere l’essenza magica che abita nell’essere umano. È solo tramite la liberà di pensiero che ci colleghiamo al divino. Questa parte in noi non può essere sostituita da nessuno, né da un sacerdote né da un “guru”.
Nessuno può cercare un dio per noi, è solo attraverso il nostro corpo che possiamo trovare la nostra via spirituale, liberando lui renderemo libero il nostro pensiero esprimendolo. La nostra vita è fatta di segnali interno-esterno e i coloratissimi recettori presenti sulle nostre cellule, inviano continuamente messaggi emotivi che costruiscono le persone che siamo.
Attraverso uno scambio continuo fra cervello e intestino, ma anche attraverso le terminazioni nervose del corpo e la superficie della pelle, le molecole emotive plasmano altre cellule al nostro interno.
Gli input che ci arrivano dall’esterno altro non sono che segni da noi stessi richiamati per consentirci il compimento del nostro progetto di vita esclusivo.
Quando questo processo alchemico sia chiaro al nostro pensiero non saprei, ma possiamo scegliere la direzione da seguire ed essere veramente e con tanto Amore al comando della nostra vita.
Da migliaia di anni, le antiche culture insegnano che pensiero, spirito e corpo sono un tutt’uno. Molte discipline studiano l’espressione di questo “tutto”, spaziando dall’iridologia alla riflessologia (il mio campo da sempre), attraversando tanti altri sentieri espressivi. La conclusione di ognuna di queste discipline olistiche è sempre la stessa: quando il mondo interiore sta bene, il corpo lo esprime con il massimo della salute e di conseguenza della bellezza (intesa come espressione individuale di armonia, non certo necessariamente la bellezza manipolata da passerella)!
Da tanti anni, l’obiettivo del mio lavoro e della mia comunicazione è quello di dimostrare quanto l’estetista-riflessologa-massaggiatrice sia in grado di favorire, oltre la salute, anche l’estetica di un’anima, aiutandola ad esprimersi al massimo dello splendore fisico e mentale!


