“Il male più grande della fisica recente è che gli esperimenti sono separati dall’uomo stesso e che la natura è vista solo in ciò che mostrano gli strumenti artificiali: essi vogliono provarla e limitano, con questi, la sua comprensione”
Goethe
Tutta la materia che troviamo nell’universo, e di cui anche l’uomo è costituito, è fatta dalle stesse particelle elementari e proviene dalla combustione dell’idrogeno nelle stelle formatesi a seguito del big-bang: da questo processo si sono dunque formati tutti gli elementi chimici naturali. Dalla interazione di questi elementi, con l’apporto di energie esterne come la temperatura e le scariche elettriche, si sono formati i vari composti chimici e tutte quelle formazioni che oggi osserviamo in natura, come le rocce o l’acqua.
Poi una parte di materia, ha iniziato ad interagire con l’ambiente, divenendo parte attiva nel processo evolutivo. Queste forme di vita primordiali hanno lentamente modificato l’ambiente e si sono evolute in forme sempre più complesse, fino alla comparsa degli esseri viventi e dell’uomo.
Il processo che ha portato all’uomo è stato lungo e complesso, si è svolto in condizioni particolarmente critiche, tanto che sarebbero bastati cambiamenti minimi in alcune variabili ambientali per non consentirne la comparsa.
Se l’universo è dentro l’Uomo quante volte è stato rimpicciolito? Pensiamo di avere una pellicola fotografica tra le mani: ci possiamo così rendere conto di quanto le immagini possano essere indecifrabili, ma basta avere un proiettore e tutto è più facile.
Bene, nella filosofia che regola la Riflesso-terapia è possibile trovare una risposta: la sua conoscenza, infatti, ci può indicare la strada per comprendere tutte le letture scritte in un corpo. Concludendo: i libri che andremo a leggere sull’argomento ci aiuteranno, ci faranno intravedere la luce, ci daranno un orientamento ma dovremo fare esperienza, conoscenza personale, che certamente non possiamo trovare sui libri. Su di essi possiamo trovare delle conferme o delle precisazioni, ma le vere scoperte saranno fatte sul corpo: quello è il libro più attendibile per un bravo riflessologo o una brava estetista.
“Le radici dell’uomo sono i suoi piedi”, ammoniva Goethe. L’essere umano, infatti, appoggia i suoi piedi per terra e questo è essenziale affinché egli possa sopravvivere, come è essenziale che una pianta abbia radici profonde. Questo aspetto è legato strettamente alla costituzione dell’uomo, di cui la posizione eretta è un simbolo: l’uomo, infatti, appoggia i piedi per terra, ma assume una posizione eretta, come se possedesse uno slancio verso il cielo, una tensione a trascendere la sua origine puramente terrena. Nel percorso di conoscenza delle morfologie corporee, abbiamo già affrontato questi concetti, comprendendo la logica che lega il corpo umano e le energie che lo governano alle dinamiche che regolano la natura che lo circonda e l’Universo. Nella stagione che stiamo vivendo, la primavera, regna l’energia del Legno. È la stagione della nascita e della trasformazione, l’energia vitale esplode e si manifesta.
Un albero puro e semplice è l’esempio più vicino al concetto che vorrei esprimere. Nel corso della sua vita un albero nasce e cresce. È una creatura radicata che si estende simultaneamente verso l’esterno, verso l’alto, verso il basso e verso l’interno.
È flessibile, cedevole al vento eppure forte e resistente poiché contiene il flusso del ciclo vitale (la linfa). I rami dell’albero possono essere paragonati a mani che cercano di afferrare ovunque, le radici penetrano nel terreno. La descrizione dell’albero vale anche per l’essere umano. Se osserviamo un bambino vediamo che cresce, è pieno di energia inesauribile. Durante la sua vita darà origine a nuova vita e attraverserà il ciclo delle stagioni.
Se la persona è ben radicata la sua energia vitale sarà sana e limpida, in caso di cambiamento la capacità di controllo e di prendere decisioni sarà garantita.
L’albero si estende con la sua chioma, bella e visibile a tutti, come dovrebbero essere i pensieri, belli, visibili a tutti e soprattutto messi a disposizione di tutti con la nobiltà dei gesti.
Le radici dell’albero, poi, rappresentano tutt’altro che la staticità, l’estensione delle radici deve essere rapportata ai rami e alla chioma, altrimenti l’albero cadrebbe, allora lo sviluppo dell’albero implica pure uno sviluppo delle radici che, se guardiamo sottoterra troveremo proporzionali alla grandezza della chioma. Per analogia possiamo dire che le nostre radici accrescono man mano che procediamo sul percorso evolutivo, poiché diveniamo sempre più consapevoli della loro esistenza, ed esse possono svolgere la loro funzione.
Tutti i processi biologici seguono un binario emotivo che si può chiamare “carica” quando percepiamo un’emozione, “scarica” al momento in cui, dopo averla vissuta, la buttiamo fuori.
Quando l’emozione viene trattenuta e la scarica è impedita, tutto l’organismo vive uno stato di tensione senza sfogo e, se questo diventa un’abitudine, a livello fisico si formano delle corazze muscolari e a livello psicologico corazze caratteriali. Queste armature sono una continua operazione di controllo delle emozioni e una potente struttura di difesa contro di esse. Piano piano tutto questo oltre che creare particolari forme fisiche crea anche particolari modi di pensare (il corpo bloccato può interferire con il modo di pensare ma anche il modo di pensare può trasformare il nostro corpo).
Teniamo sempre presente che corpo e mente sono in continua collaborazione: il corpo non è un soggetto e non è nemmeno un evento concreto, non è qualcosa di solo materiale. Il corpo è un processo molecolare, un evento in movimento e niente si crea né si distrugge, si può solo modificare con il potere del pensiero. Il nostro corpo parla una lingua, l’esatta espressione dei nostri pensieri. Sa parlare attraverso la pelle, i muscoli e le ossa; è un libro meraviglioso dove l’anima, nel pensiero, trascrive tutte le sofferenze: il nostro modo di “non essere” per “diventare”.
Il corpo usa parole concrete, come tensioni muscolari, contratture, mancanza di tono, colori, macchie e inestetismi.
Come estetista ho spesso combattuto contro queste manifestazioni che ho compreso soltanto quando mi sono avvicinata alla riflessologia. Comprenderne la causa profonda mi ha aiutato a trovare strumenti nuovi da affiancare a quelli già conosciuti e questo ha fatto la differenza nel rapporto professionale ma anche affettivo con le mie clienti, che si sono sentite comprese oltre che “curate” esteticamente.
Per questo ringrazio ogni giorno il percorso evolutivo che mi ha portato alla conoscenza di tutte queste meravigliose realtà.
Auguro a tutti di poter intravedere questa luce, che illumina l’essere umano fin dall’inizio della sua creazione.


