“La medicina deve essere in realtà la scienza dei fenomeni d’amore che hanno luogo nel corpo… Chi sa provocare l’amore là dove non esiste o dove dovrebbe esistere, solo lui è un uomo che sa quello che fa. Egli, infatti, deve essere capace di fare in modo che quegli elementi che nel corpo sono nemici fra loro, diventino amici e si amino l’un l’altro”.
Platone 427 – 347 a.c.
L’immagine dell’uomo come microcosmo che racchiude in sé l’Universo corporeo e Cosmico è antichissima e attraversa molte tradizioni esoteriche e religiose. Nell’antica Cina, in India, nella Mesopotamia, il corpo umano, le forme e le linee delle mani, l’odore e le macchie della pelle, il colore dell’iride ed il taglio degli occhi, la forma del corpo, del viso, del naso venivano lette e interpretate come una specie di mappa in cui le divinità (forze=energie) avevano scritto il destino, il carattere di ogni uomo.
Anche l’esame del piede, si diffuse come arte divinatoria e in Europa venne recepita come disciplina terapeutica (riflessologia plantare) dalle molteplici applicazioni, parte della medicina naturale.
La morfologia del corpo, quindi, permette di leggere il corpo umano come fosse un libro, una mappa, ma soprattutto ha la facoltà di fornire all’osservatore capace, informazioni sul comportamento e sullo stato fisiologico dell’osservato.
Ogni piccola modificazione neuro muscolare della faccia, braccia, schiena, petto, mani, addome, gambe, piedi, postura, spazio attorno alle persone permette a chi sa leggere di conoscere chi ha davanti.
Vorrei iniziare ad approfondire da questo momento la visione morfologica del corpo, cominciando ad inquadrare meglio la morfologia Biliosa, la morfologia legata all’elemento Legno della Medicina Cinese, che è rappresentativo dell’inizio del ciclo vitale.
Per meglio comprenderne l’energia che esprime, è necessario entrare nella concezione della trasformazione, del rinnovamento, del cambiamento, della forza vitale di un corpo.
Il Movimento Legno rappresenta il principio di passaggio dalla stasi al movimento, dall’energia potenziale all’energia cinetica. È l’inizio, la crescita, il cambiamento, lo sviluppo, l’estroversione, il dinamismo dopo la staticità dell’inverno, la primavera. Il simbolo del Legno ben rappresenta il passaggio che avviene in natura ciclicamente con lo sbocciare della vegetazione dopo l’apparente morte dell’inverno. Questo Movimento energetico si dirige verso l’alto, così come il germoglio e l’erba che sbuca dalla terra, espandendosi in tutte le direzioni come avviene nell’albero. Nella medicina cinese corrisponde all’età dell’adolescenza (0-20 anni) e la sua energia mantiene vivo, dentro di noi, il bambino interiore che si ribella agli schemi e diventa piano piano consapevole del proprio IO. Un piccolo tesoro che, usato al momento opportuno per dire NO, manterrà ben saldi i nostri principi di vita rendendoci indipendenti e formando la nostra identità.
dove l’occhio con la vista ci permette di vedere oltre l’apparenza.
L’elemento legno è legato all’apparato epatobiliare: l’organo di riferimento di questo apparato è il Fegato, il viscere la vescica biliare, la ghiandola il Timo. La struttura corporea sono i muscoli e i tendini, l’organo di senso è la vista legata agli occhi, le emozioni sono la Dignità al positivo, la Rabbia al negativo.
L’energia associata è l’energia CREATIVA che caratterizza in assoluto la morfologia associata al Legno, ovvero la morfologia Biliosa derivante dal liquido organico Bile che per il nostro corpo ha un’importanza fondamentale: è infatti il nostro antibiotico naturale. Il mandato del soggetto bilioso è dimostrare la creatività. Quando questo diritto non gli viene concesso vive una vita priva di limiti.
Fisicamente si presenta con un viso rettangolare, ha una pelle di colore olivastro. Le labbra rosse e ben disegnate, uno sguardo penetrante, capelli neri, voluminosi, abbondanti. Le forme corporee sono armoniche. Le spalle larghe, quadrate con una vita stretta. La muscolatura è evidente, ben marcata, la pelle calda, secca. Il senso più sviluppato è la vista. È un buongustaio.
Possiede una grande forza di volontà e molta forza di carattere. È portato al comando, guai a contraddirlo, detesta i dettagli. Ama il lavoro rapido, ha spirito decisionale ed un’intelligenza brillante. È un creativo con una notevole immaginazione. Ama i sapori aspri e decisi.
Se non vive il suo mandato la rabbia tenuta dentro può portarlo all’aggressività e alla dissociazione mentale.
Quando è in equilibrio: sa farsi rispettare, Si arrabbia quando serve, Non usa la violenza per imporsi.
È deciso nel prendere un’iniziativa, è capace di pensare ad una strategia.
Ha studiato secondo le proprie attitudini E ha scelto il lavoro cha ama perché spinto dal desiderio di realizzarsi. Dal punto di vista alimentare, apprezza la verdura ed i sapori agri o acidi.
Quando è in squilibrio: è aggressivo e vive di eccessi, senza limiti: di cibo, di lavoro, di sesso…
Il suo corpo si copre di cellulite e di adipe.
Il dualismo interiore, secondo gli stati emotivi che vive è l’eterno scontro tra la ponderazione e l’aggressività.
Teniamo sempre presente che corpo e mente sono in continua collaborazione: il corpo non è un soggetto e non è nemmeno un evento concreto, non è qualcosa di solo materiale. Il corpo è un processo molecolare, un evento in movimento e niente si crea né si distrugge, si può solo modificare con il potere del pensiero. Il nostro corpo parla una lingua, l’esatta espressione dei nostri pensieri, sa parlare attraverso la pelle, i muscoli e le ossa; è un libro meraviglioso dove l’anima, nel pensiero, trascrive tutte le sofferenze: il nostro modo di “non essere” per “diventare”.
Il corpo usa parole concrete, come tensioni muscolari, contratture, mancanza di tono, colori e macchie.
Esprimi quello che senti! È fondamentale imparare a portare fuori di sé le emozioni forti, lasciare che emergano e si esprimano. Via libera alla commozione e alle lacrime; sì al disegno libero, sì al ballo scatenato. Concediamoci ogni tanto anche qualche arrabbiatura “pubblica” o di esprimere verbalmente la nostra contrarietà a qualcosa che ci viene imposto: in fondo non è così grave se ogni tanto passiamo per burberi. Quando si parla di emozioni, non c’è una netta distinzione tra l’aspetto mentale e quello fisico. Esse non nascono prima nel cervello o nel corpo, ma bensì in modo simultaneo in entrambi: ogni cambiamento nello stato fisiologico è accompagnato da un cambiamento correlato nello stato mentale emotivo, cosciente o no, e viceversa, ogni cambiamento nello stato mentale emotivo, cosciente o no, è accompagnato da un corrispondente cambiamento nello stato fisiologico.


